Cartata di resche - UIFPW08

mercoledì 17 settembre 2008

La strategia e la consorteria di mia zia

Tra le strategie di rafforzamento della mafia vi è quella di trarre profitto dalle relazioni intessute con esponenti del potere politico-amministrativo per il conseguimento di finanziamenti e appalti, potendo la consorteria a sua volta contare su un vasto potenziale elettorale; negli anni '80 il Mannino Per gli amici Lillo, aveva bisogno di voti per la sua ascesa politica e ne chiese, in occasione delle consultazioni regionali e nazionali, ad esponenti mafiosi di spicco agrigentini e palermitani;
Dei "favori" fatti hanno parlato diversi collaboratori di giustizia, riferendosi alla "vicinanza" e "disponibilità" del politico, assistita dalla consapevolezza e volontà di interagire con l'associazione mafiosa;
In questa prospettiva andava interpretato il patto stretto nel 1980-1981 tra Mannino e Pennino, col quale il primo manifestò la sua "disponibilità" in cambio dell'appoggio elettorale nell'area palermitana, anche se non erano predeterminate nel dettaglio le controprestazioni in termini di "favori" all'associazione mafiosa, subordinati alla positività dei risultati elettorali che arrivarono con notevole incremento nel 1983. Lillo favorì dunque Cosa nostra senza soluzione di continuità, fin dall'accordo del 1981, susseguendosi da allora una serie di episodi indicativi della sua persistente efficacia nel tempo, cronologicamente elencati e qualificati come condotte di adempimento della promessa.

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