Silvio Berlusconi e famiglia, 47% di Fininvest, poco noto azionista di Medialanum SpA ha messo mano al portafoglio, 120 milioni di euro ed ha ripianato i debiti in Mediolanum la quale ha avuto in genti perdite a causa del fallimento della banca statunitense Lehman Brothers.
peccato ..
diciamo dalle nostre parti che essere vicino ai clienti ed ai risparmiatori significa;
in questi momenti bruttissimi in cui tutti i risparmiatori VENDONO e si riprendono i loro soldi non abbiamo molto da "depauperare" e purtroppo "rifondiamo" noi,
poi, dopo, appena possibile.... ci penseremo NOi a depauperare Voi.
Cartata di resche - UIFPW08
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giovedì 23 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Nota bene
Si consiglia tutti i dipendenti a non trasmettere mai personalmente
proprie operazioni d'investimento, ma ad utilizzare sempre
la collaborazione d'altri colleghi.
Anche se si ritiene di mettere in atto operazioni assolutamente trasparenti
è sempre preferibile utilizzare canali operativi gestiti da altri dipendenti.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
We recommend all employees not to transmit ever personally its investment business, but to always use the collaboration of other colleagues. Even if it is to implement the operations absolutely transparent is always preferable to use operational channels operated by other employees.
proprie operazioni d'investimento, ma ad utilizzare sempre
la collaborazione d'altri colleghi.
Anche se si ritiene di mettere in atto operazioni assolutamente trasparenti
è sempre preferibile utilizzare canali operativi gestiti da altri dipendenti.
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We recommend all employees not to transmit ever personally its investment business, but to always use the collaboration of other colleagues. Even if it is to implement the operations absolutely transparent is always preferable to use operational channels operated by other employees.
venerdì 10 ottobre 2008
Analisi e paure
Se facciamo una semplice riflessione
comprenderemo meglio il ns. sistema bancario.
Qualcuno ha fatto i soldi, si associa con un pugno di amici
e decide di costituire una Cassa rurale ed artigiana.
Costituscono un capitale sociale, un tot per uno
si recano da un notaio e formano una banca.
Gli amici degli amici hanno capito e si associano e la banca cresce
tirano forte e fidelizzano un paese, aprono conto correnti e depositi a tutti
e gli utili aumentano, i bilanci vanno a gonfie vele
acquistano nuovi immobili aumentano il personale.
Sìostenuti dalla Banca d'Italia e si strasformano in SpA.
La gente ci crede, investe e la banca utilizza gli investimenti per aumentare le dipendenze
la proprietà immobiliare e finalmente si inserisce in borsa.
Cambiato nome in Banca Caravaggio e trovato nuovi investitori danarosi
continuano a investire e tra azioni e obbligazioni
consigli di amministrazione si ricapitalizza e si espande sul territorio nazionale.
Si articolano i prestiti, si articolano i mutui e si trovano nuovi soci.
A qualche amico non può dirsi di no a qualche altro nemmeno si chiede
qualche esercente fallisce qualche altro apre,
ma sa che la banca Caravaggio è la banca di cui si può fidare
il mercato immobiliare si può fidare tanto i soldi sempre la banca li deve dare
non puoi pagare pagherai e come se pagherai abbiamo i migliori strumenti finanziari e legali
la banca incassa ed ingrassa
qualche contratto nella fretta si gestisce in autonomia
o così o pomì, prendere o lasciare
anzi per me se ne può andare,tanto lei a noi non ci serve.
Il "prime rate" lo gestiscono solo alcuni per altri alcuni importanti
e se qualcuno sbaglia lo revochiamo.
ma questo non è un discorso a parte.
comprenderemo meglio il ns. sistema bancario.
Qualcuno ha fatto i soldi, si associa con un pugno di amici
e decide di costituire una Cassa rurale ed artigiana.
Costituscono un capitale sociale, un tot per uno
si recano da un notaio e formano una banca.
Gli amici degli amici hanno capito e si associano e la banca cresce
tirano forte e fidelizzano un paese, aprono conto correnti e depositi a tutti
e gli utili aumentano, i bilanci vanno a gonfie vele
acquistano nuovi immobili aumentano il personale.
Sìostenuti dalla Banca d'Italia e si strasformano in SpA.
La gente ci crede, investe e la banca utilizza gli investimenti per aumentare le dipendenze
la proprietà immobiliare e finalmente si inserisce in borsa.
Cambiato nome in Banca Caravaggio e trovato nuovi investitori danarosi
continuano a investire e tra azioni e obbligazioni
consigli di amministrazione si ricapitalizza e si espande sul territorio nazionale.
Si articolano i prestiti, si articolano i mutui e si trovano nuovi soci.
A qualche amico non può dirsi di no a qualche altro nemmeno si chiede
qualche esercente fallisce qualche altro apre,
ma sa che la banca Caravaggio è la banca di cui si può fidare
il mercato immobiliare si può fidare tanto i soldi sempre la banca li deve dare
non puoi pagare pagherai e come se pagherai abbiamo i migliori strumenti finanziari e legali
la banca incassa ed ingrassa
qualche contratto nella fretta si gestisce in autonomia
o così o pomì, prendere o lasciare
anzi per me se ne può andare,tanto lei a noi non ci serve.
Il "prime rate" lo gestiscono solo alcuni per altri alcuni importanti
e se qualcuno sbaglia lo revochiamo.
ma questo non è un discorso a parte.
giovedì 9 ottobre 2008
Profumo di passera
Diciamo meglio che si è fatto un po' di confusione.
Diciamo pure che si sono invertiti i ruoli
diciamo pure che non si è attenzionato il risparmio degli italiani
ma al tavolo mancava qualcuno...non c'era quel profumo..
c'era qualche altro...
forse dobbiamo svendere qualche azione
e darla in pasto ai passeri....
A poche parole, buon imprenditore.
Diciamo pure che si sono invertiti i ruoli
diciamo pure che non si è attenzionato il risparmio degli italiani
ma al tavolo mancava qualcuno...non c'era quel profumo..
c'era qualche altro...
forse dobbiamo svendere qualche azione
e darla in pasto ai passeri....
A poche parole, buon imprenditore.
martedì 7 ottobre 2008
Volo radente e perizia collaudata
L'ammortizzatore consiste nell'emissione di obbligazioni che pagano un interesse pari al tasso Euribor a 3 mesi più un premio del 4,5% e che saranno convertibili in azioni Unicredit a 3,083 euro da parte dei sottoscrittori a loro scelta, mentre la banca le potrà convertire d'autorità solo dopo 7 anni se le quotazioni del titolo superassero i 4,6 euro. L'alternativa sarebbe stata un aumento di capitale classico, e cioè a sconto, contro cui avrebbe potuto insistere la speculazione, mentre così si blinda il prezzo. Perché obbligazioni così redditizie non vengano offerte in opzione ai soci? In realtà, questi bond, ricalcati su quelli preparati da Merrill Lynch per il Monte dei Paschi, non hanno scadenza, pagano la cedola solo se la banca eroga il dividendo e nel caso di fallimento vengono trattati come le azioni. Sono strumenti finanziari che concorrono al capitale e che la Banca d'Italia riserva a investitori, e i soci eccellenti di Unicredit che, dalle fondazioni bancarie ai libici, dai tedeschi di Allianz agli inglesi di Aviva, da Pesenti a Maramotti fino alla Regione Sicilia, si sono impegnati formalmente a ritirare queste speciali obbligazioni fino a 2,2 miliardi. La differenza, che potrà calare in seguito a nuove prenotazioni, viene coperta da tre nuovi azionisti: Mediobanca, Generali e De Agostini. In questa operazione Mediobanca dimostra la sua collaudata perizia nell'organizzare in 48 ore un'operazione complicata, che non salva Unicredito.
lunedì 6 ottobre 2008
Fatti non foste per...
In definitiva, signori soci, ci è stato sottoposto per l'approvazione, un bilancio mancante di notizie importanti e determinanti che ometteva la registrazione di gravi minusvalenze, seppur accompagnato dalla relazione della società di revisione che, per questo, si dovrà assumere, le proprie responsabilità.Mi chiedo ora se il CDA fosse stato informato o meno delle suddette errate valutazioni, così come la legge impone, che i titoli non immobilizzati sono stati valutati al minore tra il costo di acquisto ed il prezzo di mercato. Questo non è vero! I titoli in questione, invece, sono stati valutati al prezzo di acquisto e non a quello di mercato che era di gran lunga inferiore. Così facendo si è palesemente contraddetto quanto affermato nel bilancio.Da chi, come e perché sono state fatte ed avallate le errate valutazioni? La direzione, che era stata informata per tempo sulla inesattezza delle valutazioni, perché non ha inteso prendere alcun provvedimento? Aveva tutto ciò lo scopo di nascondere la minusvalenza? Perché la società di revisione ha inteso certificare il bilancio seppur in presenza di tali gravi irregolarità? Perché si è ritenuto opportuno nascondere ai soci le gravi potenziali perdite? Si aveva forse paura di presentarsi in assemblea con un utile di esercizio in netto calo rispetto a quello dell'anno precedente (circa il 40% in meno) e scalfire così l'immagine della attuale gestione della banca?L'avere poi trasferito i titoli in questione, come è stato fatto in sede di verifica alla redazione della semestrale, da attività finanziarie non immobilizzate ad immobilizzi, l'avere cioè trasferito i titoli in collocamento contabile inteso ad essere considerato e classificato quale investimento durevole fino a scadenza naturale, al momento dell'acquisto dei titoli stessi e non dopo un certo tempo e per lo più a bilancio già approvato e depositato.
mercoledì 1 ottobre 2008
Colpi di schiena
La mia banca ha perso un ulteriore 12,69%
ed adesso le mie azioni valgono €. 2,59
è davvero area di crisi. Ha acquistato tante banche nazionali ed estere...
Debolezza dei mercati, altro che
l'America ci trascina nel baratro ma tutti sappiamo che
dopo due botte una dietro l'altra aspettiamo a capo chino la terza.
Guai fare nomi, guai fare cognomi, mai puntare l'indice
tanto i così detti "soldi in fumo"
tanto nessuno se li "fuma".
^^^^^^^^^^^^^^^^^^
My bank has lost a further 12.69% and now my shares are worth €. 2.59 is really a crisis area. He has bought many domestic banks and foreign ... Weakness of the market, but America drag us into the abyss but we all know that after two blows one after the other waiting to head bowed three. Woe to names, surnames make trouble, never point the index both the so-called "money in smoke" so no one will "smoke".
ed adesso le mie azioni valgono €. 2,59
è davvero area di crisi. Ha acquistato tante banche nazionali ed estere...
Debolezza dei mercati, altro che
l'America ci trascina nel baratro ma tutti sappiamo che
dopo due botte una dietro l'altra aspettiamo a capo chino la terza.
Guai fare nomi, guai fare cognomi, mai puntare l'indice
tanto i così detti "soldi in fumo"
tanto nessuno se li "fuma".
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My bank has lost a further 12.69% and now my shares are worth €. 2.59 is really a crisis area. He has bought many domestic banks and foreign ... Weakness of the market, but America drag us into the abyss but we all know that after two blows one after the other waiting to head bowed three. Woe to names, surnames make trouble, never point the index both the so-called "money in smoke" so no one will "smoke".
mercoledì 16 luglio 2008
Democrazia e potere
Era di venerdì, forse di certo era il 29 marzo il giorno in cui è convocato il Consiglio di Amministrazione del Banco di Roma. Ma gia nei mesi precedenti erano piovute sul vice presidente Massimo Spada e sull'amministratore delegato Danilo Ciulli, forti direttive dagli autorevoli ministri Fanfani e Andreotti sulla nomina di "tale" avv. Mario Barone, responsabile del settore estero della banca ed amico intimo di Sindona, nonchè uomo di fiducia della DC, a nuovo Amministratore Delegato per ottenere un modico versamento di alcuni miliardi da parte del finanziere siciliano.
Ai due dirigenti non va di dimettersi dalle rispettive cariche in quanto le decisioni erano proprio del Consiglio di Amministrazione e non da alcuni policiti della "Democrazia" Nazionale.
Vittorino Veronesi, presidente del Banco di Roma ricevette qualche giorno prima una strana telefonata di Fanfani, che lo invitala al suo studio in Roma. Presentatosi al politico nazionale si sorbì l'ordine di nomina del fedelissino avv. Barone. Preoccipato il Presidente insieme a Ferdinando Ventriglia , consigliere di Ammministrazione e uomo di Colombo, si recano da Andreotti del disperato tentativo di ripristinare la legalità, ma l' onorevole fù irremovibile "mantengo la candidatura di Barone".
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
It was Friday, perhaps certainly was on March 29 the day it convened the Board of Directors of Banco di Roma. But already in the preceding months were piovute the vice president Massimo Spada and sull'amministratore delegate Danilo Ciulli, strong directives from authoritative ministers Fanfani and Andreotti on the appointment of "this" adv. Mario Barone, head of department of foreign bank and close friend of Sindona, and a man of confidence DC, a new CEO to get a modest payment of several billion by the Sicilian financier. For the two leaders should not be to resign from their posts since the decisions were proper to the Board of Directors and not by some policiti of "Democracy" National Assembly. Vittorino Veronesi, president of Banco di Roma received a few days before a strange call from Fanfani, who invitala to his studio in Rome. Presentatosi to national political sorbì the order of appointment of fedelissino adv. Baron. Preoccipato together with the President Ferdinand Ventriglia, adviser to Ammministrazione and man of Colombo, travelling by Andreotti, desperate attempt to restore legality, but 'Mrs was adamant "maintain the candidacy of Baron."
Ai due dirigenti non va di dimettersi dalle rispettive cariche in quanto le decisioni erano proprio del Consiglio di Amministrazione e non da alcuni policiti della "Democrazia" Nazionale.
Vittorino Veronesi, presidente del Banco di Roma ricevette qualche giorno prima una strana telefonata di Fanfani, che lo invitala al suo studio in Roma. Presentatosi al politico nazionale si sorbì l'ordine di nomina del fedelissino avv. Barone. Preoccipato il Presidente insieme a Ferdinando Ventriglia , consigliere di Ammministrazione e uomo di Colombo, si recano da Andreotti del disperato tentativo di ripristinare la legalità, ma l' onorevole fù irremovibile "mantengo la candidatura di Barone".
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It was Friday, perhaps certainly was on March 29 the day it convened the Board of Directors of Banco di Roma. But already in the preceding months were piovute the vice president Massimo Spada and sull'amministratore delegate Danilo Ciulli, strong directives from authoritative ministers Fanfani and Andreotti on the appointment of "this" adv. Mario Barone, head of department of foreign bank and close friend of Sindona, and a man of confidence DC, a new CEO to get a modest payment of several billion by the Sicilian financier. For the two leaders should not be to resign from their posts since the decisions were proper to the Board of Directors and not by some policiti of "Democracy" National Assembly. Vittorino Veronesi, president of Banco di Roma received a few days before a strange call from Fanfani, who invitala to his studio in Rome. Presentatosi to national political sorbì the order of appointment of fedelissino adv. Baron. Preoccipato together with the President Ferdinand Ventriglia, adviser to Ammministrazione and man of Colombo, travelling by Andreotti, desperate attempt to restore legality, but 'Mrs was adamant "maintain the candidacy of Baron."
martedì 1 luglio 2008
Il sapore ....dei soldi - Macedonia alla frutta
Tre amici, i soldi e un partito nazionale,
un banchiere, tre depositi bancari e una banca...
la ricetta per la macedonia alla frutta mista.
Da qualche parte c'erano... forse ci sono ancora o forse no
tre amici Michele, Scarpetta e Pontella
in tre uno passa all'altro che li consegna ad un'altro ancora che finiscono...
in pranzi , manifesti, tasche e amici democristiani.
Rumenia, Primavera e Lavaredo non sono i figli degli amici
ma tre depositi bancari accesi in una banca romana
uno di un miliardo, e due di cinquecento milioni...di lire..che dire....
che importanza avrebbe... forse.. solo che i tre depositi vestono un record da primato
in ventiquattro ore si accendono e si estinguono
soltanto il tempo di ....versarli...cederli...cambiarli...
libretti al portatore di transito, comuni mezzi di pagamento utili a far perdere le tracce
di chi tracce non ne ha o non ne vuole avere
Dalla felicità manifestata per l'operazione dall'amico banchiere per l'occasione siciliano
nasce Semeria, giacando al lotto tra le finanziarie estere i numeri 41 e 65
la mamma dei depositi al portatore, la regina dei fidi fantasma, nata di venerdi
un lontano 21 dicembre che in nove mesi riceve sette miliardi
per dimagrire con tecniche sottili chirurgiche e misteriose nelle mani politiche
di quaranta anni di democrazia nazionale
un banchiere, tre depositi bancari e una banca...
la ricetta per la macedonia alla frutta mista.
Da qualche parte c'erano... forse ci sono ancora o forse no
tre amici Michele, Scarpetta e Pontella
in tre uno passa all'altro che li consegna ad un'altro ancora che finiscono...
in pranzi , manifesti, tasche e amici democristiani.
Rumenia, Primavera e Lavaredo non sono i figli degli amici
ma tre depositi bancari accesi in una banca romana
uno di un miliardo, e due di cinquecento milioni...di lire..che dire....
che importanza avrebbe... forse.. solo che i tre depositi vestono un record da primato
in ventiquattro ore si accendono e si estinguono
soltanto il tempo di ....versarli...cederli...cambiarli...
libretti al portatore di transito, comuni mezzi di pagamento utili a far perdere le tracce
di chi tracce non ne ha o non ne vuole avere
Dalla felicità manifestata per l'operazione dall'amico banchiere per l'occasione siciliano
nasce Semeria, giacando al lotto tra le finanziarie estere i numeri 41 e 65
la mamma dei depositi al portatore, la regina dei fidi fantasma, nata di venerdi
un lontano 21 dicembre che in nove mesi riceve sette miliardi
per dimagrire con tecniche sottili chirurgiche e misteriose nelle mani politiche
di quaranta anni di democrazia nazionale
Banche banchieri e banconi porporali - L'evoluzione della specie

Nella mattina del 18 giugno 1982 viene scoperto il corpo dei banchiere milanese Roberto Calvi, a capo dei Banco Ambrosiano, impiccato a una impalcatura sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra. Durante gli anni, la tesi dei suicidio sarà difesa con ostinazione, malgrado il parere contrario della maggioranza degli investigatori della prima ora.
Nato nel 1920, Roberto Calvi era entrato in servizio all'Ambrosiano nel 1946. Alla fine degli anni '60 aveva conosciuto il "banchiere della mafia" Michele Sindona, e le relazioni d'affari tra i due erano divenute fiorenti. Nel 1975 Calvi viene eletto presidente del consiglio d'amministrazione dell'Ambrosiano. Lo stesso anno diventa membro della loggia P2, che era stata creata da Licio Gelli e di cui faceva parte pure Michele Sindona.
Nel Lussemburgo ritroviamo Calvi non solamente nelle holding dei gruppo Ambrosiano, ma anche come membro dei consiglio d'amministrazione della Kreclietbank Luxembourg (che occupa, in Cedel, un posto di primo piano). D'altra parte, la principale loggia massonica lussemburghese lo accetta tra le sue fila, mentre rifiuta l'ammissione a Michele Sindona sapendo che questi era stato condannato in Italia nel 1976 e che era stato arrestato negli Stati Uniti.
Il Banco Ambrosiano, la cui creazione risale al 27 agosto 1896, era tra le numerose banche private italiane legate al Vaticano. Raccomandata alla protezione di Sant'Ambrogio, la banca non si era mai particolarmente distinta per i suoi affari. Quando la Santa Sede aveva cercato di eludere la legislazione bancaria italiana - e in particolare le restrizioni che riguardavano le operazioni di cambio sul mercato delle valute - i molto venerabili finanzieri del Vaticano avevano utilizzato le filiere mafiose di Sindona per istradare grosse somme fuori dal Paese, sotto il naso di tutti gli organismi di controllo. All'interno dei Vaticano, è l'Istituto per le Opere di Religione (IOR) spesso chiamato la “Banca del Vaticano", che organizza questo traffico. Alla testa dello IOR, l'arcivescovo Marcinkus aveva, in un primo tempo, utilizzato le filiere offerte da Sindona. Poi, quando quest'ultimo era diventato meno frequentabile, a seguito dei suoi debiti con la giustizia, si era servito di Roberto Calvi e della sua banca. All'inizio degli anni '70, Marcinkus prese una decisione le cui ripercussioni e successive conseguenze avrebbero potuto, da sole, suffragare la tesi che voleva che Papa Giovanni Paolo I, il “Papa del sorriso", fosse stato assassinato. Marcinkus aveva in effetti ordinato l'arresto delle attività della Banca Cattolica del Veneto e la sua integrazione all'interno dell'Ambrosiano, senza né consultare né informare il consiglio d'amministrazione della banca così assorbita. Ora, la Banca Cattolica del Veneto era la banca privata al servizio del patriarca di Venezia e il suo presidente non era nientemeno che Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I.
Il Vaticano si è evoluto: da gestore di anime ed elemosine, essendo stato espropriato e avendo visto il proprio patrimonio ridotto alla più semplice espressione dopo le confische di cui fu vittima nel corso del Risorgimento, a partire dal 1870 la Santa Sede è diventata una potenza finanziaria che gestisce fortune tanto colossali quanto discrete nell'economia mondiale. “Immaginare il Papa come una specie di presidente del consiglio di sorveglianza può scioccare qualcuno, ma non dobbiamo dimenticare che il Vaticano è un'istituzione vecchia di tanti secoli che, per quanto riguarda il denaro, ha sempre saputo essere all'altezza dei tempi”. Non si tratta che di giustizia se, durante la grande crisi economica e finanziaria degli anni '20, il Vaticano rischiò il fallimento. Dopotutto, quelli erano i tempi! Già nel 1880, l'aristocrazia e l'alta borghesia romane, che avevano tradizionalmente degli stretti legami con la Chiesa, avevano creato il Banco di Roma a unico vantaggio dei Vaticano. Il suo scopo: riacquistare, con un plusvalore sostanziale, i terreni e gli immobili da cui il Vaticano doveva separarsi per mantenere liquidità. Inoltre questa banca doveva acquisire delle partecipazioni maggioritarie, in vista della successiva cessione al Vaticano, nelle società di servizi urbani (acqua, gas, elettricità, trasporti pubblici ... ). Inutile dire che, dopo diciotto anni di favoritismo nei confronti dei Vaticano, la banca si trovò rovinata nel 1898.
Il deus ex machina delle finanze vaticane, Bernardino Nogara, salvò la Banca di Roma dal fallimento. La manna celeste che permise ai finanzieri del Vaticano di risorgere a miglior fortuna arriverà tra le righe dei Patti Lateranensi, conclusi nel 1929 con Mussolini. Nel quadro di questi accordi, la Chiesa ricevette un'indennità di 90 milioni di dollari a riparazione per i beni immobiliari confiscati dallo Stato dal 1870 e per la perdita dei suo potere secolare. Questo denaro venne affidato a un genio della finanza, Bernardino Nogara, ex vicepresidente della Banca Commerciale Italiana. Nel 1968, dieci anni dopo la morte di Nogara e quaranta anni dopo i Patti Lateranensi, le varie partecipazioni del Vaticano nell'industria, nella finanza e nei servizi venivano stimate in otto miliardi di dollari. La massima di Nogara era semplice ed efficace: “Il programma d'investimenti del Vaticano non dovrà essere ostacolato da considerazioni religiose". I suoi "eredi" l'hanno, dalla sua morte, applicata alla lettera - ma con più o meno scrupoli. Dopo Nogara, il Vaticano ricorse ai servizi di Sindona e poi, quando questo divenne non più frequentabile, a quelli di Roberto Calvi. Bisognerà attendere il fallimento dell’Ambrosiano, che seguirà la morte di Calvi, per scoprire l'implicazione colossale del Vaticano negli affari illeciti operati da Sindona e Calvi. Sindona morirà assassinato nella sua cella nella prigione di Voghera il 22 marzo 1986, dopo aver bevuto una tazza di caffè avvelenato con il cianuro.
Il Banco Ambrosiano, la cui creazione risale al 27 agosto 1896, era tra le numerose banche private italiane legate al Vaticano. Raccomandata alla protezione di Sant'Ambrogio, la banca non si era mai particolarmente distinta per i suoi affari. Quando la Santa Sede aveva cercato di eludere la legislazione bancaria italiana - e in particolare le restrizioni che riguardavano le operazioni di cambio sul mercato delle valute - i molto venerabili finanzieri del Vaticano avevano utilizzato le filiere mafiose di Sindona per istradare grosse somme fuori dal Paese, sotto il naso di tutti gli organismi di controllo. All'interno dei Vaticano, è l'Istituto per le Opere di Religione (IOR) spesso chiamato la “Banca del Vaticano", che organizza questo traffico. Alla testa dello IOR, l'arcivescovo Marcinkus aveva, in un primo tempo, utilizzato le filiere offerte da Sindona. Poi, quando quest'ultimo era diventato meno frequentabile, a seguito dei suoi debiti con la giustizia, si era servito di Roberto Calvi e della sua banca. All'inizio degli anni '70, Marcinkus prese una decisione le cui ripercussioni e successive conseguenze avrebbero potuto, da sole, suffragare la tesi che voleva che Papa Giovanni Paolo I, il “Papa del sorriso", fosse stato assassinato. Marcinkus aveva in effetti ordinato l'arresto delle attività della Banca Cattolica del Veneto e la sua integrazione all'interno dell'Ambrosiano, senza né consultare né informare il consiglio d'amministrazione della banca così assorbita. Ora, la Banca Cattolica del Veneto era la banca privata al servizio del patriarca di Venezia e il suo presidente non era nientemeno che Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I.
Il Vaticano si è evoluto: da gestore di anime ed elemosine, essendo stato espropriato e avendo visto il proprio patrimonio ridotto alla più semplice espressione dopo le confische di cui fu vittima nel corso del Risorgimento, a partire dal 1870 la Santa Sede è diventata una potenza finanziaria che gestisce fortune tanto colossali quanto discrete nell'economia mondiale. “Immaginare il Papa come una specie di presidente del consiglio di sorveglianza può scioccare qualcuno, ma non dobbiamo dimenticare che il Vaticano è un'istituzione vecchia di tanti secoli che, per quanto riguarda il denaro, ha sempre saputo essere all'altezza dei tempi”. Non si tratta che di giustizia se, durante la grande crisi economica e finanziaria degli anni '20, il Vaticano rischiò il fallimento. Dopotutto, quelli erano i tempi! Già nel 1880, l'aristocrazia e l'alta borghesia romane, che avevano tradizionalmente degli stretti legami con la Chiesa, avevano creato il Banco di Roma a unico vantaggio dei Vaticano. Il suo scopo: riacquistare, con un plusvalore sostanziale, i terreni e gli immobili da cui il Vaticano doveva separarsi per mantenere liquidità. Inoltre questa banca doveva acquisire delle partecipazioni maggioritarie, in vista della successiva cessione al Vaticano, nelle società di servizi urbani (acqua, gas, elettricità, trasporti pubblici ... ). Inutile dire che, dopo diciotto anni di favoritismo nei confronti dei Vaticano, la banca si trovò rovinata nel 1898.
Il deus ex machina delle finanze vaticane, Bernardino Nogara, salvò la Banca di Roma dal fallimento. La manna celeste che permise ai finanzieri del Vaticano di risorgere a miglior fortuna arriverà tra le righe dei Patti Lateranensi, conclusi nel 1929 con Mussolini. Nel quadro di questi accordi, la Chiesa ricevette un'indennità di 90 milioni di dollari a riparazione per i beni immobiliari confiscati dallo Stato dal 1870 e per la perdita dei suo potere secolare. Questo denaro venne affidato a un genio della finanza, Bernardino Nogara, ex vicepresidente della Banca Commerciale Italiana. Nel 1968, dieci anni dopo la morte di Nogara e quaranta anni dopo i Patti Lateranensi, le varie partecipazioni del Vaticano nell'industria, nella finanza e nei servizi venivano stimate in otto miliardi di dollari. La massima di Nogara era semplice ed efficace: “Il programma d'investimenti del Vaticano non dovrà essere ostacolato da considerazioni religiose". I suoi "eredi" l'hanno, dalla sua morte, applicata alla lettera - ma con più o meno scrupoli. Dopo Nogara, il Vaticano ricorse ai servizi di Sindona e poi, quando questo divenne non più frequentabile, a quelli di Roberto Calvi. Bisognerà attendere il fallimento dell’Ambrosiano, che seguirà la morte di Calvi, per scoprire l'implicazione colossale del Vaticano negli affari illeciti operati da Sindona e Calvi. Sindona morirà assassinato nella sua cella nella prigione di Voghera il 22 marzo 1986, dopo aver bevuto una tazza di caffè avvelenato con il cianuro.
mercoledì 4 giugno 2008
Il colore dei .....soldi
Il deposito fiduciario comunemente conosciuto come doposito a termine interbancario in valuta è un semplice rapporto di carta fasullo. privo di reale riferimento che, alla scadenza viene fittiziamente rinnovata con l'aggiunta degli interessi maturati. Un giro vuoto, "a secco" privo di "danaro caldo"che si auto rigenera ingigantendosi all'infinito, fino al "crack" inevitabile.
La tecnica semplice consiste nel depositare valuta estera presso banche estere del gruppo stesso.
Il deposito è costituito in maniera regolare nell'apparente rispetto delle norme valutarie.
contestualmente e in forma "diversa" le banche sottoscrivono con le loro corrispondenti estere un patto con il quale viede dato "ordine di pagare" la "somma" per un periodo illimitato ad un destinatario da essa indicato (una finanziaria estera). nel contratto è dichiarato in maniera piana che la banca estera figura semlicemente come intermediaria senza proprie responsabilità nè rischio in quello che era semplicemenete un finanzialento di u na banca ad una finanziaria della banca stessa. In vurtù di quest'accordo riservato l'operazione diventa irregolare.
Occorre precisare che l'attività bancarie è sottoposta a regole a tutela dei risparmiatori che vi depositano i propri soldi che delle finnze naziinali. Le banche non possono utilizzare i depositi dei propri clienti per finanziare i proprietari delle banche stesse.
La tecnica semplice consiste nel depositare valuta estera presso banche estere del gruppo stesso.
Il deposito è costituito in maniera regolare nell'apparente rispetto delle norme valutarie.
contestualmente e in forma "diversa" le banche sottoscrivono con le loro corrispondenti estere un patto con il quale viede dato "ordine di pagare" la "somma" per un periodo illimitato ad un destinatario da essa indicato (una finanziaria estera). nel contratto è dichiarato in maniera piana che la banca estera figura semlicemente come intermediaria senza proprie responsabilità nè rischio in quello che era semplicemenete un finanzialento di u na banca ad una finanziaria della banca stessa. In vurtù di quest'accordo riservato l'operazione diventa irregolare.
Occorre precisare che l'attività bancarie è sottoposta a regole a tutela dei risparmiatori che vi depositano i propri soldi che delle finnze naziinali. Le banche non possono utilizzare i depositi dei propri clienti per finanziare i proprietari delle banche stesse.
I derivati dello stronzio
Tanto per fare un po’ di storia, il boom dei derivati scoppia nel 2000, quando i tassi cominciano a scendere, e contro la paura, il rischio di un eventuale rialzo le banche propongono saggiamente una tutela assicurativa. Solo che spesso invece di coprirti dal rischio te lo fanno prendere. E loro invece si coprono, si tutelano facendo firmare una dichiarazione con la quale l’imprenditore, il carrozziere o la suora dichiara: “Sono esperto in finanza strutturata”. Il testo unico della finanza dice che la banca ha il dovere di verificare se il soggetto che firma un contratto è in grado di comprenderlo, ma la norma è così ambigua che quando gli imprenditori strangolati portano i contratti in tribunale, le sentenze danno ragione a volte all’ imprenditore a volte alle banche. E questo fenomeno dei derivati alla politica è noto dal 2004 quando viene fatta un’indagine parlamentare, che però poi è finita nel cassetto. E Il gran ballo va avanti fino a quando ad una Banca non scoppia il petardo in mano. Stiamo parlando di banca (....) quella che regalava le porsche cabrio ai dipendenti che fanno più derivati. Siamo a luglio 2007 e il buco è di 700 milioni di euro.
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